L'autore di The Witcher si racconta

The Witcher - die neue Fantasy-Serie
31.01.20

Andrzej Sapkowski, l’autore della saga fantasy di successo The Witcher, trasformata da Netflix in una serie, si racconta agli ascoltatori.

Il guardiano degli innocenti è il primo romanzo (preceduto da vari racconti) della serie The Witcher, saga diventata popolare anche grazie alla serie Netflix e agli omonimi videogiochi. L’audiolibro del romanzo è disponibile su Audible da dicembre 2019 ed ha già collezionato moltissime recensioni positive, sia per la storia, definita epica, favolosa e con un protagonista carismatico, Geralt di Rivia, sia per l’ottima interpretazione di Riccardo Mei. Gli amanti del fantasy non possono assolutamente lasciarsi scappare questo audiolibro; se vuoi sapere perché leggi la nostra intervista al suo autore, Andrzej Sapkowski.

Il guardiano degli innocenti: The Witcher 1

Autore:
Andrzej Sapkowski
Narratore:
Riccardo Mei
Lunghezza:
10:51
versione integrale

Cosa ti piace di più di Geralt?

Lo “strigo” Geralt è un personaggio inventato, creato appositamente per servire la storia, che ruota tutta attorno a lui. Un autore ama il suo personaggio immaginario se questo serve bene la storia; se all’autore non piace il suo personaggio, lo trova sgradevole o difettoso sotto qualsiasi aspetto, significa che lo scrittore ha fatto male il suo lavoro. Oppure è schizofrenico. O entrambi.

Krew Elfów (in italiano Il sangue degli elfi) è uscito 25 anni fa. Ci sono molti romanzi che la gente ama ma che poi con il tempo vengono dimenticati; alcuni invece mantengono la loro importanza intatta. Perché credi che la saga di The Witcher ha avuto successo?

Beh, è vero il proverbio: habent sua fata libelli, i libri hanno i loro destini. Il resto è silenzio.

Qual è la parte del tuo mondo fantasy che ti piace di più e perché?

Il mio mondo fantasy è stato creato per servire la storia. Quindi ti rimando alla mia risposta alla domanda numero uno.

Quanto sapevi di quel mondo e dei suoi personaggi quando hai iniziato a scrivere su di loro? E quanto tempo hai impiegato per creare questa ambientazione epica?

Quanto sapevo? Assolutamente nulla. Non dimenticare che ho cominciato con racconti brevi, dove non c’è spazio - letteralmente e metaforicamente - per la creazione di universi. Più avanti, quando i racconti si sono evoluti fino a diventare romanzi, la necessità di uno sfondo coerente è diventata imminente. E lentamente, passo dopo passo, qualcosa che somigliava a un universo ha cominciato ad emergere. Ma, ripeto, si tratta solo di un “background”, gioca un ruolo secondario nella storia.

I tuoi racconti sembrano attingere a piene mani non solo dal folklore ma anche dalle fiabe. Perché hai deciso di giocare con questi aspetti?

Uno dei sottogeneri del fantasy - ce ne sono sette - è chiamato “the Retelling”. E in effetti consiste nel ri-raccontare di nuovo alcune fiabe, favole, leggende o miti classici. Raccontando in maniera diversa, modificata, a volte anche distorta o attorcigliata in modo perverso. Non ho inventato nulla, ho usato la tecnica classica.

Qual è il tuo mostro preferito nella mitologia slava?

Quando ero piccolo, il più pauroso era Baba Yaga, la strega mangiatrice di bambini. E i più simpatici erano i “rusalki” (divinità, spiriti e demoni femminili associati ai fiumi e ai laghi, ndr). Ora che non sono più un bambino non ho più nessun preferito.

La tua saga The Witcher è iniziata con storie brevi. Quali sono secondo te i vantaggi dei racconti, sia come lettore che come autore?

Isaac Asimov era solito dire che un racconto è una linea retta, mentre un romanzo è un piano. Nel racconto lo scrittore - e il lettore - vanno direttamente dal punto A al punto B, mentre nel romanzo ti muovi in molte direzioni. Entrambi hanno i loro vantaggi. E svantaggi. A seconda di ciò che piace o non piace a un autore - o lettore.

Cosa ti ha fatto decidere di espandere la saga in una serie di romanzi? (Ti è venuta in mente una storia che richiedeva una scala epica? O volevi passare più tempo con i personaggi e quindi creare questo lungo arco narrativo per loro?)

Di nuovo, Isaac Asimov: linea retta e piano. Per me è stata una conseguenza naturale; ad un certo momento mi sono sentito legato, legato e limitato dal volume di una storia o di un romanzo. All'improvviso desideravo abbandonare la linea e cavalcare l'ampio piano.

I tuoi romanzi sono apprezzati in tutto il mondo. Quali libri hai amato da piccolo e poi da adulto?

Da bambino ero un avido lettore e, fortunatamente, c'erano tantissimi libri nella mia casa perché anche i miei genitori amavano leggere. E mi hanno incoraggiato a farlo. I libri sono sempre stati una parte importante della mia vita e lo sono ancora oggi. Ora leggo qualcosa come quaranta libri l'anno.

Cosa ti spinge a scrivere?

Non ne sono sicuro. Scommetto sulla Musa. È probabilmente lei la colpevole.

Hai in programma di scrivere un altro romanzo prequel simile a Sezon burz (La stagione delle tempeste)? Puoi darci qualche anticipazione?

Non svelo mai i miei piani. Sii paziente.

Scrivere storie ambientate in questo fantastico mondo diventa più difficile o più facile man mano che vai avanti?

Nessuna durezza o difficoltà ci spaventa. Siamo senza paura.

Come è cambiato il genere fantasy negli ultimi 25 anni?

Il genere diventa sempre più popolare e conquista sempre più lettori. Una domanda più grande richiede una maggiore offerta, quindi ci sono sempre più scrittori sul campo, scrittori molto diversi tra loro. Di conseguenza il genere diventa più vario e diversificato.

Se potessi invitare alcuni personaggi di fantasia o storici a una cena, chi sceglieresti e perché?

Ernest Hemingway e Umberto Eco, perché li considero i migliori scrittori di sempre.

Hai visto la serie The Witcher su Netflx?

Ovviamente. E molto prima del resto del mondo. Mi è stato concesso un accesso speciale e una password univoca.

Molti lettori sostengono che gli adattamenti al cinema e in tv non siano all'altezza dell’opera originale. Quanto è stato difficile per te guardare lo show televisivo e giudicarlo in modo obiettivo?

Non giudicate, per non essere giudicati. Matteo, sette, uno.

Non tutto ciò che si trova in una saga epica può trasformarsi in uno spettacolo televisivo. C'è qualcosa che ti manca in particolare?

Si, qualcosa c’è.

Vale anche il contrario? Ci sono vantaggi per il pubblico nell’approcciarsi alla tua saga epica come uno show televisivo/un fumetto/gioco di ruolo?

Si, ce ne sono.

E nel caso degli audiolibri?

Vale lo stesso discorso.

L’intervista è a cura di Christian Handel, autore fantasy tedesco e giornalista freelance. Nato e cresciuto in Baviera, oggi vive a Berlino. Sia nelle sue opere immaginarie che nei suoi articoli scrive di donne forti, fiabe e argomenti bizzarri. È un grande fan di "Buffy l’ammazzavampiri" e adora ascoltare gli audiolibri.